La parola scritta non può difendersi, e con essa i mondi che traduce.

La nuit étoileé
Ho un orizzonte in note
di stelle in chiavi di violino
a danzare in azzurri violenti, vibrazioni
d'acque incise in aranci riflessi, strette lame
o piccoli lombrichi lacustri
dondolanti appena a nessun soffio.
Un calderone di mistura stregata
vertigine a un centro d'acqua, il cielo
incupa di strappati lembi di pelle.
Giostra di giri nella baia di notte che sale
giace e respira, ombrosa s'accende
del respiro del mare aperto, che non vedo.
Tutto ritorna nell'arco visivo
mentre nulla è figura di turbamento.
Cristi a braccetto
camminiamo ignari sul niente.
