La parola scritta non può difendersi, e con essa i mondi che traduce.
Il filo
il filo è ritorto,
il fiume è un transito
che muta sempre
quel che non é.
Un cerchio si chiude
intorno a uno specchio
e al suo vuoto.
La notte entra nel sogno
e tristemente comprendiamo
di dormirci dentro (noi a noi)
e che ogni azione diventa
granello di sabbia
come non fosse nostra porzione
ma polvere vista allo specchio.
Una piega di foglio -voltato male-
aggiunge ora un dolore
una ruga un rimpianto.
Ho sognato Schopenhauer quella notte
seduto sopra la collina (degli stivali)
che tesseva i miei sogni
da una spola pescante oltre una soglia
dal maestoso buio
di quella notte che entra nel sogno.