Pulsante se premi
corda rigonfio a un tonfo
d’estrema rottura
come di fulmine squarcio
in serenità disattese.
Circonvolute pieghe
d’ostinatezze e trascorrimenti
senza conduzioni
[lasciar andare]
Non compie altro giro
se non il disegno dell’altro
da sé, del quel che accade
a prescindere da voluta
dritta, vista, puntata
come l’unica meta.
Non voglio dire che ho frantumato
il carboncino che avevo in tasca
[da legare alla fune] d’intento alla traccia
ma non tratteggiato,
è solo che ci si ritrova al centro
privi di un raggio.
Occorre un lancio, -un gancio-
e io lo vedo un grido.
Ci vuole voce.